23 aprile 2002

Diabete, un primato negativo
Il grido d'allarme dei soci Adig

NUORO. Diabete infantile, un primato mondiale detenuto dai nuoresi insieme alla lontana Finlandia. Un record purtroppo negativo, ancora una volta, che dovrebbe attivare strutture sanitarie specialistiche più che altrove. Ma queste invece stentano a decollare, lasciando che i bambini malati della provincia di Nuoro, in numerosi casi, continuino a fare da pendolari con i loro genitori tra Cagliari, Sassari, Milano e Roma. Una sorta di viaggi della speranza insomma, con «disagi enormi e ingenti spese»: denuncia l'Adig (Associazione diabete infantile) durante l'audizione con Francesco Licheri che in veste di presidente della Conferenza d'azienda ha voluto sentire tutte le organizzazioni del volontariato e dei vari settori sanitari.
«Il livello di assistenza erogata dal servizio di diabetologia della Asl n.3 da anni non è più in linea con i principi moderni della disciplina per carenze di tipo qualitativo». Comincia con queste parole la deuncia dell'associazione diabetici, mettendo cioè subito in risalto un quadro organizzativo sanitario assai critici: con la «inadeguatezza dei locali e la cronica carenza del personale» da cui dipendono, per esempio, i colloqui mancanti con il medico e che pregiudicano il conseguimento di un ottimale «controllo metabolico ottenibile mediante un corretto autocontrollo e una consapevole autogestione del diabete». Senza locali e con poco personale specializzato, dunque.
Ma non solo, perchè l'Adig mette subito in evidenza anche anche «una carenza quasi totale di educazione sanitaria» rivolta ai diabetici e ai loro familiari. Una educazione indispensabile, soprattutto in un territorio vasto come quello della provincia di Nuoro.
Tuttavia sono i locali il «buco nero» di questo universo ancora sconosciuto: i locali «da adibire a day hospital» e dove ricoverare con la necessaria competenza e velocità eventuali scompensi «senza dover affrontare il ricovero di svariati giorni in altri reparti» e con evidenti disagi per il paziente, oltre ai costi molto più onerosi per le casse della sanità locale.
Poche pennellate per dipingere il quadro generale. Poi l'Adig passa ad elencare al presidente della Conferenza d'azienda una serie di proposte. La prima consiste nello «scorporo immediato dei medici diabetologici dai reparti ospedalieri, con adeguamento del numero dei sanitari e delle figure professionali mancanti: quali lo psicologo, podologo, dietista etc. così come previsto nel piano sanitario regionale.
La seconda proposta invece riguarda la necessità di reperire i nuovi locali per realizzare un «centro antidiabete» che permetta il day hospital, ubicato vicino ai reparti per consentire un facile accesso agli stessi. Quindi le terza con «l'estensione del servizio di diabetologia alle sedi staccate del territorio» oggi fortemente penalizzato da tutta una serie di disagi.
Il cuore però resta il reparto di Pediatria del San Francesco, ancora non all'altezza della situazione sanitaria che si richiede.
«Essendo in presenza - sostiene infatti l'Adig - di una grave incidenza infantile, che continua ed è in costante crescita (ormai i nuoresi sono i primi al mondo), a questo punto si rende necessario intervenire nella pediatria del San Francesco per una assistenza adeguata onde evitare il pendolarismo a bambini malati e ai loro familiari.
Pertanto come associazione chiediamo un day hospital nel reparto di pediatria con tutte le figure professionali («non è più pensabile che un unico medico segua i bambini diabetici») e come punto prioritario rispetto a tutte le altre richieste».
Ma anche qui (diabete) siamo in presenza di una particolare discriminazione attuata nei confronti della provincia di Nuoro. Una discriminazione che secondo l'associazione consiste nella distribuizione dei farmaci: «una distribuzione dei presidi diagnostici che i diabetici delle altre province possono acquistare nelle farmacie pubbliche, mentre qui nel Nuorese si debbono affrontare viaggi anche per ritirare pochi aghi e siringhe dalle farmacie della Asl dislocate in città». Questa denuncia (che però alcuni operatori della Asl ritengono esagerata e respingono), secondo l'Adig, sarebbe chiaramente finalizzata al risparmio e avvallerebbe anche «interessi corporativi e speculativi» che col tempo «porteranno a complicanze e disagi maggiori» per i diabetici.

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