Diabete,
un primato negativo
Il grido d'allarme dei soci Adig
NUORO.
Diabete infantile, un primato mondiale detenuto dai nuoresi
insieme alla lontana Finlandia. Un record purtroppo negativo,
ancora una volta, che dovrebbe attivare strutture sanitarie
specialistiche più che altrove. Ma queste invece
stentano a decollare, lasciando che i bambini malati della
provincia di Nuoro, in numerosi casi, continuino a fare
da pendolari con i loro genitori tra Cagliari, Sassari,
Milano e Roma. Una sorta di viaggi della speranza insomma,
con «disagi enormi e ingenti spese»: denuncia
l'Adig (Associazione diabete infantile) durante l'audizione
con Francesco Licheri che in veste di presidente della Conferenza
d'azienda ha voluto sentire tutte le organizzazioni del
volontariato e dei vari settori sanitari.
«Il livello di assistenza erogata dal servizio di
diabetologia della Asl n.3 da anni non è più
in linea con i principi moderni della disciplina per carenze
di tipo qualitativo». Comincia con queste parole la
deuncia dell'associazione diabetici, mettendo cioè
subito in risalto un quadro organizzativo sanitario assai
critici: con la «inadeguatezza dei locali e la cronica
carenza del personale» da cui dipendono, per esempio,
i colloqui mancanti con il medico e che pregiudicano il
conseguimento di un ottimale «controllo metabolico
ottenibile mediante un corretto autocontrollo e una consapevole
autogestione del diabete». Senza locali e con poco
personale specializzato, dunque.
Ma non solo, perchè l'Adig mette subito in evidenza
anche anche «una carenza quasi totale di educazione
sanitaria» rivolta ai diabetici e ai loro familiari.
Una educazione indispensabile, soprattutto in un territorio
vasto come quello della provincia di Nuoro.
Tuttavia sono i locali il «buco nero» di questo
universo ancora sconosciuto: i locali «da adibire
a day hospital» e dove ricoverare con la necessaria
competenza e velocità eventuali scompensi «senza
dover affrontare il ricovero di svariati giorni in altri
reparti» e con evidenti disagi per il paziente, oltre
ai costi molto più onerosi per le casse della sanità
locale.
Poche pennellate per dipingere il quadro generale. Poi l'Adig
passa ad elencare al presidente della Conferenza d'azienda
una serie di proposte. La prima consiste nello «scorporo
immediato dei medici diabetologici dai reparti ospedalieri,
con adeguamento del numero dei sanitari e delle figure professionali
mancanti: quali lo psicologo, podologo, dietista etc. così
come previsto nel piano sanitario regionale.
La seconda proposta invece riguarda la necessità
di reperire i nuovi locali per realizzare un «centro
antidiabete» che permetta il day hospital, ubicato
vicino ai reparti per consentire un facile accesso agli
stessi. Quindi le terza con «l'estensione del servizio
di diabetologia alle sedi staccate del territorio»
oggi fortemente penalizzato da tutta una serie di disagi.
Il cuore però resta il reparto di Pediatria del San
Francesco, ancora non all'altezza della situazione sanitaria
che si richiede.
«Essendo in presenza - sostiene infatti l'Adig - di
una grave incidenza infantile, che continua ed è
in costante crescita (ormai i nuoresi sono i primi al mondo),
a questo punto si rende necessario intervenire nella pediatria
del San Francesco per una assistenza adeguata onde evitare
il pendolarismo a bambini malati e ai loro familiari.
Pertanto come associazione chiediamo un day hospital nel
reparto di pediatria con tutte le figure professionali («non
è più pensabile che un unico medico segua
i bambini diabetici») e come punto prioritario rispetto
a tutte le altre richieste».
Ma anche qui (diabete) siamo in presenza di una particolare
discriminazione attuata nei confronti della provincia di
Nuoro. Una discriminazione che secondo l'associazione consiste
nella distribuizione dei farmaci: «una distribuzione
dei presidi diagnostici che i diabetici delle altre province
possono acquistare nelle farmacie pubbliche, mentre qui
nel Nuorese si debbono affrontare viaggi anche per ritirare
pochi aghi e siringhe dalle farmacie della Asl dislocate
in città». Questa denuncia (che però
alcuni operatori della Asl ritengono esagerata e respingono),
secondo l'Adig, sarebbe chiaramente finalizzata al risparmio
e avvallerebbe anche «interessi corporativi e speculativi»
che col tempo «porteranno a complicanze e disagi maggiori»
per i diabetici. |