L'ALIMENTAZIONE

L'alimentazione del bambino diabetico è sostanzialmente simile a quella del bambino non diabetico e deve avere come obiettivi: accrescimento armonico, peso ideale, attività fisica normale. Combinata alle dosi di insulina, deve potere consentire un controllo ottimale della glicemia.

La sola iniezione di dosi appropriate di insulina non è sufficiente a tenere sotto controllo la glicemia. Se con l’alimentazione si introducono nell’organismo quantità esagerate di glucosio, l’equilibrio è molto più difficile da raggiungere. Aumentare le sole dosi di insulina non è un buon espediente anche se il provvedimento consente di salvaguardare transitoriamente l’equilibrio. Si crea in realtà un circolo vizioso dal quale bisogna uscire al più presto se non si vuole ingrassare: l’alimentazione eccessiva causa l’aumento della glicemia; la correzione dell’iperglicemia porta all’impiego di dosi crescenti di insulina; l’iperinsulinizzazione causa fame; la fame, introduzione di cibo; l’eccesso di alimentazione, iperglicemia... e così di seguito.

Il calcolo delle calorie - Anche se il fabbisogno di calorie è influenzato da differenti fattori, il suo calcolo può essere compiuto, con ragionevole approssimazione, in base all’età del giovane mediante una semplice formula:

  • fino agli 8 anni di età: 1000 cal. + 100 cal/anno di età;
  • oltre gli 8 anni di età: 1400 cal. + 50 cal/anno di età fino a un massimo di 2800 calorie per i maschi e di 2200 per le femmine adolescenti.

Contenuto calorico dell’alimentazione - Le calorie sono fornite da carboidrati (zuccheri), grassi e proteine.

La quantità di carboidrati (1 gr = 4 cal.) introdotti dev’essere fornita in maniera da coprire il 55% circa delle calorie totali e accompagnata da una congrua quantità di fibre vegetali, specie idrosolubili (legumi, frutta, verdura). Sono da preferirsi cibi contenenti carboidrati complessi (es: pasta, riso, patate, pane). E giusto tenere presente che questi ultimi, a parità di contenuto di carboidrati, modificano la glicemia in maniera differente: le modifiche più importanti le produce il pane; quelle intermedie, il riso e le patate; le più modeste, la pasta.

Le proteine (1 gr = 4 cal.) devono rappresentare circa il 15% delle calorie ingerite. Possono essere di origine animale (latte, formaggi, carne, uova, pesce) o vegetale (legumi secchi, riso, pasta).

I grassi (1 gr = 9 cal.) sono contenuti in carne, formaggi, burro, latte, pesce, uova, oli vegetali, ecc. e devono fornire circa il 30% delle calorie totali. Sono consigliati grassi di origine vegetale.

Vitamine e sali minerali non apportano calorie; sono indispensabili al nostro organismo e sono contenuti in quantità adeguata in un’alimentazione bene equilibrata.

Distribuzione dei pasti. Si consiglia di distribuire la razione calorica in:

  • 2 pasti principali, pranzo e cena;
  • 3 pasti secondari, prima colazione, spuntino a metà mattina e merenda;
  • 1 spuntino prima di coricarsi per chi ne ha l’abitudine.

La suddivisione delle calorie consigliata è schematizzata nella Figura seguente.

schema dell'alimentazione
La distribuzione dei pasti nell’arco della giornata.

Le liste di scambio. Per chi vuole evitare un’alimentazione monotona, sono state ideate liste di scambio che consentono di praticare sostituzioni sugli alimenti dello schema-base. Un esempio ditali liste è riportato nell’Appendice.

Edulcoranti. Lo zucchero comune (saccarosio) può essere sostituito con edulcoranti sintetici quali saccarina, ciclamato e aspartame, gli unici che non forniscono calorie. Sconsigliati i cosiddetti dolci per diabetici".

I cibi dolci

Quella pediatrica è un’età golosa e la possibilità di consumare cibi dolci è molto importante per i ragazzi diabetici. Le richieste non sono di dolcificare bevande (quasi l’80% dei nostri pazienti dichiara di non avvertire la necessità di dolcificare il latte della prima colazione), ma piuttosto di potere consumare torte o gelati. A parte che veri e propri dessert possono essere preparati ricorrendo a ripieni a base di gelatina al posto di creme o di albume invece che uova intere o ancora latte scremato in sostituzione di quello intero, torte e gelati possono essere consumati senza produrre ripercussioni importanti sulla glicemia. E sufficiente consumarli all’interno di un pasto in presenza di verdure ricche di fibre.

A questo proposito ci sembra sufficientemente indicativa una nostra duplice esperienza:

  • la prima, compiuta dai pazienti a domicilio, è consistita nella sostituzione giornaliera di alcuni cibi tradizionali con altri cibi "dolci" in modo da portare la quota di carboidrati semplici dal 14 al 18%; la quantità di fibre consumata giornalmente era di 15-20 g. Alla fine dei 15 gg di alimentazione con dessert non sono state osservate significative modificazioni nei valori medi di glicemia, colesterolo totale e HDL, trigliceridi e HbAlc;
  • la seconda esperienza è stata compiuta ai campi estivi per l’istruzione per ragazzi diabetici: nel corso di un’alimentazione contente 30% di lipidi, 15% di proteine e 15-20g di fibre/die, è stato servito a giorni alterni un comune gelato da passaggio come dessert o come merenda.

Il gelato non ha prodotto un incremento della glicemia post-prandiale (1 05±54 mg/dl) diverso da quello osservato nei giorni senza gelato (110±61 mg/dl); al contrario, l’incremento della glicemia calcolato 90’ dopo l’assunzione di gelato per merenda (192±32 mg/dl) era molto superiore (p<0.01) a quello (94±25 mg/dl) dei giorni con merenda tradizionale.

Non è quindi necessario rinunciare a un dessert dolce: è sufficiente consumano nell’ambito di un pasto completo e ricco di fibre.

Le fibre

Alle fibre è ampiamente riconosciuto un benefico effetto sul metabolismo lipidico e glucidico. Vanno quindi consigliate raccomandando alimenti come legumi, verdure a foglia verde, frutta e tutti i cibi di cereali integrali, I bambini più piccoli possono mal tollerare una grande quantità di fibra accusando dolori addominali, alvo f requente e flatulenza: per evitarli, basta introdurli progressivamente. Non è possibile stabilire una dose giornaliera da raccomandarsi:

una meta realistica sarebbe l’assunzione di 10 gli 000 kcal/die attraverso gli alimenti prima indicati, Il contenuto in fibre può essere aumentato con il consumo di alimenti contenenti, ad esempio, guar facilmente reperibili sul mercato.

Salse e Fast-food

La prevenzione dell’ipertensione arteriosa va incominciata già in età pediatrica. L’elaborazione di oltre 8000 valori pressori rilevati in ambulatorio ai nostri pazienti ha rivelato che vi è una tendenza di questi all’aumento durante l’età puberale, oltre i limiti fisiologici. Questa osservazione deve indurre a consigliare modeste e accettabili restrizioni dell’apporto di sodio: la sua quantità non dovrebbe superare i gli000 kcal senza eccedere comunque i 3 g/die. Diamo un consiglio pratico a tutte le famiglie: evitate di mettere in tavola saliera e salse. È ‘efficace.

La strategia di prevenzione dell’ipertensione non deve sottovalutare il rischio rappresentato dai Fast-food. Da un’indagine fra i nostri pazienti e i loro compagni di classe si è potuto sapere che:

  • il 73% dei ragazzi consuma saltuariamente questi cibi;
  • il 14% due volte alla settimana;
  • il 13% una volta.

Se la dieta usuale è bilanciata, un pasto occasionale di questo tipo non arreca danno; ma lo può arrecare se diventa un’abitudine. Una regola semplice può consistere nell’assumere il "fast-food" solo all’ora del pasto principale accompagnandolo con porzioni di verdura ricca di fibre ed evitando l’uso di ketchup e senape, a causa del loro elevato contenuto dì sodio e grassi (presi insieme soddisfano circa il 20% della quota giornaliera raccomandata di sodio).

Tratto dal manuale "Assistenza al bambino e all'adolescente con il diabete" del Prof. Maurizio Vanelli - Parma

vanelli@unipr.it

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