| Che
cos'è il diabete mellito
È
una malattia del ricambio (metabolismo) dovuta all'insufficienza
di un ormone, l'insulina, necessario per utilizzare il glucosio
presente negli zuccheri. L'insulina regola la quantità
di glucosio che può essere usato dall'organismo e che,
mancando o non essendo sufficiente, causa l'accumulo di glucosio
nel sangue, provocando glicemia abnorme, glicosuria e passando
in parte nelle urine, dal rene. Non si è ancora riusciti
a stabilire le cause dell'insorgenza di questa patologia cronica.
Inizialmente il diabete non presenta sintomi particolari evidenti
e in mancanza di segni dolorosi si tende a sottovalutare la patologia
che, se trascurata, produce serie complicazioni a carico di vari
organi: alterazioni al sistema cardiovascolare, dell'occhio, del
rene, del sistema nervoso... In ogni caso è indispensabile
che il diabete sia tenuto sotto controllo che consiste essenzialmente
nell'equilibrio tra gli zuccheri assunti con l'alimentazione e
la glicemia. Il diabete mellito non deve essere confuso con altri
tipi di diabete che hanno caratteristiche ed origini diverse quali:
-
il diabete insipido (dovuto ad alterazioni del funzionamento dell'ipofisi
e dell'ipotalamo);
-
il diabete renale dovuto ad alterazione del riassorbimento dello
zucchero a livello dei reni;
-
il diabete non insulino-dipendente (tipo 2) che pare determinato
da una cattiva utilizzazione dell'insulina da parte delle cellule
dell'organismo (si cura generalmente con una dieta appropriata
e Farmaci ipoglicemizzanti orali e colpisce persone in età
adulta). Il diabete insulino-dipendente (tipo 1), quindi, è
determinato da una mancata produzione d'insulina da parte delle
cellule del pancreas e per lo più esordisce durante l'infanzia
e l'adolescenza e si cura con iniezioni d'insulina, dieta, esercizio
fisico, vita regolare. Per l'alta incidenza e. per le gravi complicanze
che essa comporta, questa patologia è dichiarata malattia
sociale in costante aumento. Attualmente in Sardegna i diabetici
sono circa 50.000, circa 10.000 sono insulino-dipendenti (di tipo
1), di questi oltre 2.000 sono bambini e adolescenti.
Anche
i bambini possono avere il diabete
II
diabete nel bambino e nell'adolescente riveste un aspetto molto
particolare perché interessa il " processo di crescita
e sviluppo dell'individuo . caratterizzato da profondi cambiamenti
biologici e psico-sociali. La malattia pone problemi del tutto
particolari in questa fase. rispetto al soggetto adulto. In Italia
si stima un'incidenza annua di 6 nuovi casi tra 0 e 14 anni su
100.000 abitanti. La cura più congeniale deve rispondere
alle necessità di salute globale di quest'età. sviluppando
programmi assistenziali che tengono conto in maniera integrata
delle esigenze biologiche, emozionali e sociali dei bambini e
degli adolescenti. Il benessere di costoro è legato a due
o tre iniezioni d'insulina al giorno. A loro occorrono controlli
medici regolari. un'alimentazione adeguata, un'attività
fisica preorganizzata, e soprattutto un'istruzione ed una educazione
sistematica che li porterà alla conquista dell'autocontrollo
e dell'autogestione della malattia, stabilendo così con
essa una convivenza che permetterà loro una conduzione
di vita del tutto sovrapponibile a quella dei coetanei non diabetici.
Fino ai 10-11 anni la terapia diabetica è affidata ai genitori
che necessitano di una adeguata istruzione e educazione per evitare
che assumano atteggiamenti sbagliati che possono compromettere
l'efficacia della cura e l'evoluzione psicologica del bambino:
ansietà, ipoprotezione, commiserazione, sensi di colpa.
Già da quest'età però, il bambino deve imparare
a farsi i controlli, le iniezioni, a discutere sulla dose d'insulina
da iniettare. Ma se dopo aver imparato preferisce che le iniezioni
gliele faccia la mamma non è opportuno contrariarlo. II
bambino con il diabete va trattato come un bambino qualunque.
Occorre abituarlo a respingere e combattere l'idea di una sua
diversità. Dopo i 12 anni, gradualmente la responsabilità
della terapia deve passare dai genitori all'adolescente fino alla
completa autosufficienza del giovane. L'educazione permanente,
rivolta a questa fascia d'età, tende a evitare la tendenza
ad ignorare la presenza del diabete ed ad agire come se non ci
fosse, con gravi conseguenze sulla prevenzione delle complicanze.
Che
cosa si fa per la prevenzione ...e la ricerca
Già
da qualche anno, I' O.M.S. (Organizzazione Mondiale Sanità)
ha avviato In studio Diamond (diabete mondiale) che coinvolge
104 Centri di 54 paesi. II protocollo che se ne conseguirà,
avrà lo scopo di monitorizzare fino al Duemila, l'incidenza
del diabete insulino-dipendente e di identificare i fattori scatenanti
la malattia. Soltanto così le strategie della prevenzione
diventeranno realtà. Contemporaneamente, diabetologi e
ricercatori stanno valorizzando un unico comune denominatore:
lo screening dei soggetti pre-diabetici. Identificando i soggetti
a rischio: obesi, consanguinei di diabetici. coloro che fanno
una vita troppo sedentaria, ecc., sarebbe possibile prevenire
lo sviluppo del diabete, intervenendo con metodologie farmacologiche
avanzate che andrebbero a proteggere le cellule pancreatiche non
ancora del tutto compromesse... Per chi è già diabetico,
un'efficace prevenzione è mantenere un buon controllo della
glicemia per poter vivere una vita normale e ridurre del 60/70
% le complicanze. La ricerca biomedica e farmacologica, per sconfiggere
il diabete, è in grande evoluzione: si parla di trapianti
d'isole pancreatiche, di pancreas artificiale, di manipolazioni
genetiche, di nuove insuline ad azione rapida, di analoghi ad
assorbimento istantaneo. In studio avanzato anche le vie di somministrazione
della stessa insulina: nasale, orale, oculare, sublinguale, rettale,
transdermica. Vicino al traguardo sarebbero le compresse e In
spray nasale anche se occorrerà qualche anno per stabilire
se potranno sostituire del tutto la tradizionale insulinoterapia
per via sottocutanea.
...e
per la cura
Curare
il diabete comporta una spesa annua, per il monitoraggio, di 500
miliardi di lire, mentre la spesa complessiva raggiunge i 5.000
miliardi di lire. Questo vuol affermare che il 90%, della spesa
è usata per assistere i diabetici con complicanze. Di qui
la necessità di chiedere una migliore assistenza e di spendere
un maggior impegno nell'attività preventiva: si ridurrebbero
il numero dei diabetici con complicanze e di conseguenza i costi.
Come un giovane diabetico e la sua famiglia dovranno affrontare
la malattia? Innanzitutto affidandosi ad un "team diabetologico"
che "formerà' il nuovo paziente e la sua famiglia
tessendo una stretta collaborazione con loro.
Si
apprenderà così che la cura del diabete insulino-dipendente.
consta di quattro strumenti principali:
-
la terapia insulinica;
-
la dieta;
-
1'educazione sanitaria.
Un
bambino o un giovane con il diabete mellito, necessitano d'iniezioni
sottocutanee quotidiane d'insulina. La pratica dell'autocontrollo
domiciliare, per fortuna ormai d'uso comune, permette al diabetico
di decidere individualmente, di volta in volta, il tipo d'insulina,
la quantità da iniettare e il numero delle iniezioni da
praticare ricorrendo anche all'ausilio di appositi strumenti:
i reflettometri. La dieta che un giovane diabetico insulino-dipendente
deve assumere, grazie all'insulina, è una dieta equilibrata,
igienica, regolare. (farebbe bene a tutti), ma con particolari
accorgimenti per l'assunzione degli zuccheri semplici a pronto
assorbimento.E' consigliabile che il giovane diabetico pratichi
un'attività fisica, meglio se sistematica e programmata
nell'arco della giornata. In caso contrario, di volta in volta
si dovrà correggere il dispendio di energia non programmato,
ingerendo altro zucchero, per evitare ipoglicemia. L'esercizio
fisico migliora l'utilizzazione del glucosio, permette una riduzione
della dose giornaliera di insulina, rafforza il carattere c aiuta
ad aggiungere un migliore equilibro psicofisico.
...ma
educare è molto più che informare
L'educazione
sanitaria di persona affetta da diabete e a volte sottovalutata,
ma merita, invece, una particolare attenzione. Essa non è
un'aggiunta alla cura, ma deve essere considerata come un cardine
su cui poggiare tutti gli approcci terapeutici. L'indispensabile
istruzione mette il giovane diabetico in grado di servirsi in
maniera corretta di tutti gli strumenti a disposizione per curarsi;
ma per accettare il diabete come condizione di vita. un genere
di vita sovrapponibile a tutte le altre, il diabetico deve sviluppare
comportamenti "intelligenti' che gli consentano di organizzare
il rapporto con se stesso e con gli altri nel contesto della propria
malattia. Per far sì che questo avvenga, è necessario
che l'équipe diabetologica, ponendo attenzione alla globalità
fisico-psico-sociale del bambino e giovane diabetico, con un'efficace
interazione educativa, consenta a questi di apprendere non solo
specifiche nozioni e abilità pratiche sul diabete, ma attitudini
positive sul loro stato di diabetici, interesse per l'intervento
terapeutico e la convinzione di essere in grado di poter autogestire
la malattia.Un ruolo complementare a quello del medico, in questo
processo educativo, lo svolge anche il farmacista che, con il
rapporto diretto con il diabetico e i suoi familiari e con i soggetti
a rischio, si pone in una posizione di rilievo per contribuire
a migliorare sia l'educazione e l'informazione dei pazienti diabetici
e sia la prevenzione delle complicanze, ponendosi come interlocutore,
per una scelta informata delle opzioni disponibili.
Attenzione
...è importante sapere che:
Un
sovradosaggio d'insulina, un'irregolarità nei pasti, un'attività
fisica intensa. L'assunzione d'alcool specie a digiuno, sono cause
di una diminuzione dei valori dello zucchero nel sangue (glicemia)sotto
alla norma.
Questo
processo si chiama ipoglicemia e può essere più
o meno severa. Conoscere i sintomi, le cause e sapere come trattare
e prevenire la crisi ipoglicemia è essenziale per il giovane
diabetico ed i suoi familiari.
Tremore,
sudorazione, palpitazioni, irritabilità, mal di testa,
vertigini, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, apatia
sono i sintomi più frequenti di una lieve o moderata ipoglicemia.
II diabetico è in grado di riconoscere i sintomi c assumere
zuccheri a rapido assorbimento per bocca (zollette di zucchero,
un bicchiere di coca cola, un succo di frutta, che immediatamente
tenderanno a normalizzare la situazione).
Se
il grado di ipoglicemia è severo, il diabetico perde conoscenza,
può avere convulsioni, può arrivare al coma. In
questo caso ha bisogno dell'assistenza di altre persone: famigliari,
amici, insegnanti....
Questi
dovranno sapere che è pericoloso somministrare, nello stato
d'incoscienza, zuccheri per bocca, e che dovranno immediatamente
somministrare almeno una fiala di glucagone per via intramuscolare.
Appena la situazione tenderà a migliorare, accompagneranno
il diabetico al Centro Diabetologico.
AI
contrario, una mancata somministrazione d'insulina o una riduzione
della dose, abusi alimentari ripetuti, malattie concomitanti,
traumi, interventi chirurgici, cessazione dell'attività
fisica abituale determinano un aumento di zucchero nel sangue
(questo processo è l'iperglicemia).
Se
non si rimedia, come immediata soluzione, aumentando l'insulina,
la situazione può peggiorare nel giro di qualche giorno,
portando alla cheto-acidosi e, se protratta ancora, al coma diabetico.
Primi
sintomi evidenti di questa situazione sono: urine frequenti, sete
insolita, fame esagerata, improvvisa perdita di peso, sensazione
di stanchezza, sonnolenza. Se l'iperglicemia non viene corretta,
i sintomi si aggravano con senso di nausea e vomito, dolori addominali,
respiro affannoso, alito che odora dì acetone. In presenza
di questi sintomi, rivolgersi al più presto al Centro diabetologico
o al pronto soccorso del più vicino ospedale.
Come
aiutare un diabetico in crisi
Una
persona con diabete giovanile che gioca, studia, lavora dovrebbe
riconoscere subito i primi sintomi di una crisi ipoglicemica e
di uno stato iperglicemico. A volte la situazione anomala si instaura
lentamente, ma talvolta può essere improvvisa. Se doveste
incontrare una persona barcollante, incapace di parlare chiaramente
o già priva di conoscenza, non pensate subito come molti
fanno, che sia ubriaca o drogata o che non abbia bisogno di aiuto
immediato.
Potrebbe
essere una situazione molto pericolosa, in quanto il barcollare,
la confusione o la mancanza di conoscenza potrebbero caratterizzare.
la persona diabetica durante una crisi ipoglicemica o addirittura
in procinto di entrare in coma diabetico .
E'
facile riconoscere se una persona è ubriaca husta annusare
il fiato che odorerà d'alcool. Ma se l'alito odora di dolce
o di frutta e se la sua carnagione è rossa, bollente e
asciutta, si può trattare di crisi iperglicemica.
Sc
la carnagione è fredda, pallida, bagnata di sudore si può
trattare di una crisi ipoglicemica.
In
ogni caso questa persona ha bisogno immediato di un medico. Se
avete qualche dubbio, curate il diabetico in stato cosciente,
con dello zucchero. Una piccola quantità (due o tre zollette)
non porterà alcun danno.
Come
sostenere un bambino con il diabete
Le
persone che sono in contatto con un bambino con il diabete devono
attenersi a qualche semplice regola ed avere un minimo di conoscenza
per potersene occupare senza angoscia.È importante per
insegnanti, personale scolastico, addetti alla cucina, guidatori
di scuolabus, ecc. essere avvertiti se uno studente ha il diabete.In
generale, se vi dovete prendere cura di un bambino con il diabete,
specialmente se molto piccolo, dovete:
-
osservare il suo comportamento subito prima dei pasti;
-
non fargli fare esercizio fisico, subito prima dei pasti;
-
aiutarlo a mangiare, se necessita di uno spuntino, a metà
della mattinata (o pomeriggio), nel modo più normale e
meno appariscente possibile;
-
incoraggiarlo a portare con se qualche zolletta di zucchero (i
bambini diabetici imparano in fretta a riconoscere e controllare
le proprie reazioni);
assicurarsi
che prenda carboidrati extra prima di un esercizio faticoso onde
evitare una crisi;
-
impedire, se avete il dubbio che possa incorrere in una crisi
ipoglicemica, che il bambino vada a casa da solo;
-
avere a disposizione sempre zuccheri a rapido assorbimento; avere
a disposizione il glucagone ed essere. addestrati ad usarlo in
caso di emergenza
misurare
la glicemia quando si teme un episodio d ipoglicemia;
-
misurare anche la glicosuria specialmente quando si sospetta una
cheto-acidosi;
-
fargli assumere zuccheri ai primi sospetti d'ipoglicemia;
-
informare l'Équipe diabetologica dell'episodio;
-
annotare sul diario, le cause che possono aver provocato I'ipoglicemia.
Una
persona con il diabete giovanile deve:
-
Prendere insulina ogni giorno Comprendere l'importanza della dieta
e dell'esercizio fisico
-
Controllare frequentemente la quantità di glucosio nelle
urine (glicosuria) e nel sangue (glicemia)
-
Fare esami annuali per il fisico e gli occhi ed altri test speciali
-
Sottoporsi ogni tre mesi all'esame dell'emoglobina glicata Portare
con sé, in ogni occasione dolci o zucchero
-
Possedere un segno di riconoscimento che indichi che la persona
in questione è diabetica, che fa uso d'insulina ed annotare
il nome e il numero di telefono del proprio medico.
In
caso di viaggi:
-
Portare insulina ed aghi nei bagagli a mano (l'insulina, le siringhe
ed il diabetico dovrebbero sempre viaggiare insieme)
-
Portare con sé riserve di alimenti (carboidrati)
-
Premunirsi dell'indirizzo dell'Associazione Diabetici del paese
in cui si è diretti.
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