| NUOVE
PROSPETTIVE PER IL TRAPIANTO DI BETACELLULE UMANE:
PROGRAMMI
COMUNI DI RICERCA
La
Fondazione Internazionale Diabete Giovanile (JDFI) ha recentemente
annunciato un accordo con la Società Americana Trapianti (AST) per
la realizzazione di 8 programmi comuni di ricerca sul trapianto
di betacellule umane. Questi accordi, permettendo tra l'altro una
migliore utilizzazione dei fondi a disposizione per la ricerca,
secondo il presidente della JDFI, J. McDonough, "aumenterà
il numero di studi sulle cellule che producono insulina ed accelererà
in modo significativo le applicazioni pratiche di questi studi".
Uno degli aspetti fondamentali dei fallimenti che negli ultimi 25
anni hanno vanificato la ricerca sulle betacellule (le cellule che,
nelle isole di Langherans, producono insulina nei soggetti non diabetici,
è stata la scarsità di cellule a disposizione, quindi
la ricerca di laboratorio risultava fortemente limitata ed i trapianti
veri e propri di cellule erano molto rari. I nuovi programmi si
prefiggono di abbattere queste barriere. Il programma elaborato
recentemente permetterà una concentrazione di fondi, energie
e personale medico senza precedenti. Articolato in 8 diversi sottostudi,
dei quali 6 in America e 2 in Europa (in Belgio e in Germania),che
riuniranno i maggiori ricercatori a livello mondiale, provenienti
da diverse discipline, che unificheranno i loro programmi di lavoro
concentrandosi sul Diabete. Il programma renderà disponibili un
numero di betacellule finora nemmeno immaginabile e favorirà lo
scambio di informazioni e impressioni tra studiosi. Un aspetto fondamentale
dei trapianti di betacellule umane è stato finora il problema
del rigetto. Bene questo programma di studio permetterà uno
studio approfondito su nuove medicine che impedendo il rigetto,
non abbattono totalmente la risposta immunitaria del paziente (quindi
rendendolo inerme di fronte ad eventuali infezioni), bensì agiscono
e controllano una specifica reazione del corpo che risulta fatale
per l'organo trapiantato. Questo costituirà un valido aiuto
anche per tutti i programmi di studio su trapianti di altri organi,
come cuore, fegato ecc. Inoltre, il programma stabilirà delle
regole comuni per tutti i centri per quanto riguarda l'ottimizzazione
degli investimenti e degli standard qualitativi per la raccolta
e la "coltivazione" delle cellule. Ciò permetterà
ad alcuni laboratori di specializzarsi in uno solo di questi passaggi
ed inviare poi le cellule ad altre strutture che si concentreranno
sulle sole tecniche di trapianto. Le prossime tappe prefissate a
breve termine per questo ambizioso programma saranno la sufficiente
raccolta di betacellule, la loro selezione e l'inizio su larga scala
dei trapianti su diverse tipologie di pazienti diabetici.
Fonti:
Juvenile Diabetes Foundation International (info@jdfcure.org), "New Islet cell Transplantatin
Centers Boost Research on Diabetes Cure", 1999.
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